9 giugno 2009

Madonna racconta Sacro e Profano... da dietro la macchina

Da quando è apparsa sulla scena, nel lontanissimo 1981, Madonna ha fatto un po' di tutto. Le mancava giusto una cosa: dirigere un film con le sue mani. E per farlo ha aspettato l'anno dei suoi primi 50 anni, probabilmente condizionata dal matrimonio con il regista Guy Ritchie, conclusosi alla fine dell'anno scorso, quando Filth and wisdom, che da noi in Italia esce il 12 giugno con il titolo Sacro e profano, era ormai terminato e uscito nelle sale americane.

Al contrario di qualunque aspettativa, anche considerata la filmografia precedente della cantante e attrice del Michigan, il suo film è tutt'altro che una grossa produzione piena di lustrini e attori importanti. Al contrario: è un piccolo film girato in digitale con un budget di un milione di sterline con protagonista Eugene Hütz, il cantante ucraino del gruppo di "punk gitano" Gogol Bordello. Difficile spiegarsi il perché di questa scelta: ma probabilmente Madonna ha apprezzato le doti d'attore di Hütz nello straordinario film Ogni cosa è illuminata.

In ogni caso il film, che è stato girato a Londra nel 2007, racconta vicende che ruotano intorno ad alcuni personaggi tra cui (guarda caso) un immigrato ucraino, un professore cieco, e due ragazze dai sogni e desideri ben distinti. Doveva essere un cortometraggio, da principio, ma poi si è allungato fino a diventare un film vero e proprio: presentato a Berlino nel febbraio 2008, il film non ha però trovato i favori della critica alla sua presentazione. Perché?

Secondo Manhola Dargis del New York Times, "invece di riproporre un genere, Madonna ha sfogliato il catalogo del film artistico, come evidenziato dalla grana intenzionalmente sporca del film, il montaggio nervoso, lo sguardo in macchina, i fermo-immagine, e altri trucchetti". Molti sono stati i critici americani che ci sono andati giù pesante, nel demolirlo: per il New York Daily News è "un casino atroce", per il New Yorker "un bidone di cliché o, peggio, di insulti", "scritto e timonato inettamente" per Variety, mentre Rolling Stone lo definisce "una favola irredimibilmente ottusa".

La lista va avanti a lungo, e con toni altrettanto accesi. Ovviamente ci sono delle eccezioni, e qualcuno ha deciso di difendere l'opera prima di Madonna, a suo modo - come il Philadelphia Inquirer o il Village Voice, per cui il film possiede "un innegabile fascino funky e uno spirito incrollabile" - ma il pensiero generale della stampa americana sul film è sintetizzato alla perfezione dall'impietoso e sardonico commento di The A.V.Club: "se Madonna ha bisogno di giustificare il suo libro Sex tracciando il suo stesso percorso contrito dal sudicio alla saggezza paradisiaca, a noi sta bene. Ma dovrebbe farlo nel suo tempo libero".

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