12 giugno 2009

La Corte Suprema del Malawi: Madonna può adottare un'orfanella

BLANTYRE, Malawi – Madonna can get "Mercy," Malawi's highest court ruled Friday. The court overruled a lower court, saying the pop star can adopt 3-year-old Chifundo "Mercy" James.

"I am ecstatic," Madonna said in a statement in which she also thanked the court. "My family and I look forward to sharing our lives with her."

Madonna's lawyer Alan Chinula said he would now arrange a passport for Chifundo, which could take several days, and was awaiting word from Madonna on travel plans for the girl.

James Kambewa, a man who claims to be the little girl's father, told CBS news "I'm crying. I need my baby. I don't know where I can find any help," the network said.

But Peter Baneti, an uncle, said the family welcomed Friday's ruling.

"We hope Mercy will be joining Madonna soon," he said by phone from his village just outside Blantyre.

Madonna adopted a son, David, from Malawi last year, but her request to adopt Mercy was originally rejected in April when a lower court that said the star had not spent enough time in Malawi.

But Chief Justice Lovemore Munlo, reading the three-judge appeal court panel's ruling on Friday, said that was a narrow interpretation based on old laws and that "in this global village a man can have more than one place at which he resides."

He said the singer's commitment to helping disadvantaged children also should have been taken into account in the decision.

Madonna has founded a charity, Raising Malawi, which helps feed, educate and provide medical care for some of Malawi's more than 1 million orphans, half of whom have lost a parent to AIDS.

Children's welfare groups had expressed concern that rules meant to protect children were being bent because of Madonna's celebrity, and perhaps out of gratitude for what she has done for Malawi, one of the world's poorest and most AIDS-ravaged countries.

Chinula said that with Friday's ruling, the adoption was final, as he had requested of the court. This could not immediately be confirmed.

When Madonna adopted David, the process took months and included a child welfare official's visit to Madonna's home, which then was in London, to review her fitness as a mother.

Chinula said none of this would be necessary this time.

"What the Supreme Court has done is grant a full adoption," he said.

The appeal court ruling took more than an hour to read in court.

"The matter of residence should be determined at the time of application of the adoption," Chief Justice Munlo read. "In this case, Madonna was in Malawi not by chance but by intention. She is looking after several orphans whose welfare depends on her. She can therefore not be described as a sojourner."

The ruling also said the judges saw only two options for Chifundo; "either to stay at the orphanage without the love of family and live with the possibility of destitution, or be with Madonna where she is assured of love.

"Every child has the right to love," it said.

Madonna met the girl in 2006 at Kondanani Children's Village, an orphanage in Bvumbwe, just south of Blantyre. It was the same year she began the process of adopting David, whom she found at another orphanage in central Malawi.

The girl's 18-year-old mother was unmarried and died soon after she gave birth. Since Madonna moved to adopt the girl, a dispute has arisen between the girl's maternal relatives, who agreed to the adoption, and Kambewa, who says he is the father and wants to care for the girl himself.

Kambewa has acknowledged he had never seen the girl, but had tried to stop the adoption.

The girl's maternal relatives have said they do not believe Kambewa is the father, and his objections were not addressed in Friday's ruling.

The chairman of the coalition of non-governmental organizations that had opposed Madonna's adoption efforts said Friday's ruling "disregarded" international agreements on children's rights and adoptions.

Undule Mwakasungula also took issue with the argument that because Madonna has made an investment in the country and has interests there, she could be considered a resident.

"We are a bit surprised but we can't challenge it because the Supreme Court has ruled and we have to go with that," he said.

MADONNA, CHE EMOZIONE

Chissà che effetto deve fare trovarsi davanti Madonna?
Chiedetelo a Katy Perry, che anche se adesso è una famosa ed estroversa cantante pop, anche lei è cresciuta a "pane e ciccone".
Chissà quante cose si saranno dette quelle due eh?
Macchè, niente! Quando Katy ha incontrato faccia a faccia il suo mito, è semplicemente diventata rossa per l'emozione, e non è riuscita a spiaccicare nemmeno una parola.
Beh, dopotutto si trattava proprio di lei, "la regina del pop", la musa ispiratrice, quella che le ragazze le baciava davvero.
E allora la prossima volta Katy, se le parole non escono diglielo con bacio!

La recensione di "Sacro e Profano"


“La strada che porta al successo è piena di umiliazioni, prima ti abitui e più facile ti verrà il cammino”
Un triangolo particolare di protagonisti, A. K. (Eugene Hütz), Juliette (Vicky McClure) e Holly (Holly Weston), si muove in una Londra multiculturale, costretto ad adattarsi a lavori degradanti pur di sopravvivere. Ognuno ha il suo sogno, ma cosa si è disposti a fare per raggiungere la meta agognata?

Sacro e profano, due facce della stessa medaglia
Quello che era stato progettato per essere un “corto”, e quindi un altro esperimento da aggiungere alla già prolifica ed eclettica attività artistica di Madonna, diviene invece un lungometraggio vero e proprio, capace di riassumere in circa ottanta minuti gli interessi e le passioni più intime della cantante italo-americana, spaziando dalla musica alla danza, dalla letteratura al volontariato. Mettersi dietro la macchina da presa è sempre stata un’esperienza che affascinava la signora Ciccone, la quale già l’anno scorso aveva diretto un documentario a sfondo sociale sugli orfani del Malawi dal titolo I Am Because We Are, presentato, fra l’altro, anche al Festival di Cannes; e soprattutto dopo essere stata davanti all’obiettivo per circa trent’anni, e aver interpretato svariati ruoli, fra cui alcuni significativi: il più importante rimane sicuramente quello di Sarah Jennings in Occhi di serpente, uno dei film più personali, eccessivi e radicali di Abel Ferrara. Lì il geniale regista newyorkese l’aveva sfruttata un po’ come cavia da laboratorio per i suoi pericolosi esperimenti metacinematografici (e chi ha visto il film sa a cosa ci riferiamo), sfruttando il glamour e l’immagine patinata della diva.
Ma stavolta Madonna, con una maturità e una consapevolezza diverse, si è messa in gioco come autrice, disegnando dei personaggi che in qualche modo la rispecchiano e costruendo una storia che mescola efficacemente toni comici, grotteschi e drammatici. Filth and Wisdom, questo il titolo, ovvero Sacro e Profano (come nella traduzione italiana), ma anche saggezza e non curanza, lerciume e splendore, inferno e paradiso: binomi inestricabili e irrisolvibili che investono tutta l’umanità, nessun individuo escluso, e che costringono ad indossare a volte delle maschere che filtrano e nascondono il nostro lato oscuro. È questo, in fondo, il tema portante delle varie storie su cui si dispiega la narrazione. Varie storie e varie esistenze caratterizzate dai dubbi, dalla frustrazione e dalla paura di non vivere la vita fino in fondo, nascondendosi spesso dietro i tabù della società e imponendo a se stessi di non dire e di non fare certe cose, perché ritenute sbagliate.
Tutta la pellicola è incentrata in realtà su un solo personaggio, su cui si apre e si chiude il film, l’eccentrico Eugene Hütz, leader del gruppo punk-gitano Gogol Bordello, che qui assurge a narratore extra e intra-diegetico, cioè presente sia fuori che dentro il testo: una sorta di demiurgo che riesce a incidere fortemente con la sua personalità carismatica sulle vicissitudini degli altri personaggi. Non è la prima volta che il cantante di origine ucraina appare sul grande schermo: Hütz infatti aveva già debuttato qualche anno fa come attore nella parte di Alex nel film Ogni cosa è illuminata di Liev Schreiber, con un ruolo cha ha fatto molto discutere critica e pubblico. In Sacro e profano è come se in un certo senso Madonna gli affidasse la sua voce interiore, scrivendo apposta per lui – insieme allo sceneggiatore Dan Cadan – dei dialoghi dal tono filosofico, impreziositi dalla singolare “saggezza” ucraina del cantante, messa in mostra attraverso i sensazionali proverbi dell’est (“in my country we have a saying”) e in alcune trovate registiche, come le scene in cui Hütz esercita la sua professione di sadico a pagamento o esegue poesie e soliloqui nella sua vasca da bagno.


Ma A. K. non è il solo personaggio che ha concepito e di cui si è innamorata la regina della pop-music: troviamo anche un ex scrittore omosessuale di successo, interpretato dall’elegante e raffinato Richard E. Grant (Shakespeare a colazione, L’età dell’innocenza), che da quando ha perso la vista non scrive più una sola riga, essendo caduto in una forte depressione; e una farmacista androgina dal passato segnato da violenze, con il sogno nel cassetto di andare in Africa ad aiutare i bambini bisognosi. Madonna svolge un lavoro attento non solo nei confronti dei suoi personaggi, ma anche presiedendo alla cura delle scenografie, del montaggio e ovviamente dell’originale e ricchissima colonna sonora del film, in cui trova lo spazio per inserire persino autocitazioni, come il brano Erotica suonato nel locale di lap-dance o come il furbesco “omaggio” all’amica-rivale Britney Spears, con il brano Baby one more time. Sacro e profano è in sostanza un calderone pieno di idee e di personaggi, collocato su uno sfondo metropolitano che viene quasi del tutto negato. Pur essendo ambientato in una Londra multietnica, infatti, il film mostra poco il panorama della città inglese e fa muovere i suoi personaggi in prevalenza negli interni, dove si passa da abitazioni più o meno fatiscenti a case vuote e cupe, fino al locale notturno, in cui tutti alla fine si riuniscono come per incanto, ascoltando l’esibizione del reale gruppo dei Gogol Bordello e del suo frontman selvaggio Eugene Hütz. Dunque quello di Madonna è sicuramente un esordio alla regia positivo, forse troppo concentrato a far emergere il dato autobiografico a discapito un po’ dello stile e della costruzione visiva, ma capace senza dubbio di coinvolgere con energia grazie ai suoi personaggi folcloristici, alle sue bizzarre gag e al suo ritmo travolgente.

Madonna debutta alla regia "Quando Fellini mi disse no"

Dice che alla sua età un artista ha il diritto di fare ciò che vuole. Giura che a 50 anni, "ventisei spesi a fare la regina del pop", un giro di vite non solo è salutare, ma indispensabile. Madonna arriva al telefono trafelata, preceduta da voci di segretarie che scatenano nella cornetta l'urgenza di un pronto soccorso. "So che da voi non è ancora l'alba, mi scuso per l'ora, ma sono talmente contenta che il mio film esca in Italia che non avrei rinunciato a questa chiacchierata per niente al mondo". Ordina a qualcuno di passarle un asciugamano, è reduce dalle prove per il tour estivo (il 14 luglio a Milano e il 16 a Udine). "Una giornata estenuante, ma adesso parliamo di cinema", esclama.

Il suo primo film da regista, Sacro e profano, già presentato alla Berlinale, esce oggi nelle nostre sale, distribuito dalla Sacher di Nanni Moretti. "Nanni chi?", chiede Madonna incuriosita. E pretende lo spelling del cognome. Ma quel regista italiano non lo ha mai sentito nominare. "Mi par di capire che dovrei essere lusingata dal suo interessamento", commenta cauta. "Per me è già un traguardo che Sacro e profano sia uscito in molti paesi europei. Vuol dire che per il pubblico che ha conosciuto Fellini e la nouvelle vague non è proprio roba da buttare".

Per essere la prima volta dietro la macchina da presa di un'eccellenza del pop e di un'attrice che raramente ha azzeccato un film, Sacro e profano è un esordio che profuma di fresco. La sceneggiatura è un'estensione del Madonna-pensiero, mai ridondante però; Eugene Hutz dei Gogol Bordello (già impressionante caratterista in Ogni cosa è illuminata) - che impersona un musicista costretto a soddisfare i fantasmi sadomaso dei suoi clienti per poter finanziare il suo gruppo di punk gitano - è uno straordinario protagonista; la Londra colorata e multietnica in cui è immersa la storia offre spunti brillanti di tragicomica vita quotidiana.

Lei dice di avere una venerazione per Federico Fellini, di esserne stata persino influenzata.
"Nel 1993 cercavo un regista per il clip di Rain e pensai subito a lui. Gli scrissi una lettera".

Era una canzone tratta dall'album Erotica, il maestro, forse, si sentì in imbarazzo.
"Tutt'altro. Mi rispose con una lettera in cui opponeva un rifiuto cortese. Seppi solo più tardi che era malato. Sarebbe morto dopo pochi mesi. Quel messaggio vergato con la sua inconfondibile calligrafia è incorniciato qui, nel salotto della mia casa di New York, accanto ai quadri di Tamara De Lempicka".

Il fatto di essere stata per molti anni moglie di un regista ha in qualche modo stimolato la sua decisione?
"Guy Ritchie non è l'unico uomo di cinema che è entrato nella mia vita (è stata sposata con Sean Penn e ha avuto una relazione con Warren Beatty, ndr). I registi sono artisti visionari. Ho sempre provato per loro invidia e attrazione. Scrivere e realizzare un film è una sfida straordinaria. Per riuscirci devi scatenare la creatività. Per una come me che per un quarto di secolo è entrata e uscita dal mondo del cinema, è stata un'evoluzione naturale. Guy mi ha dato un consiglio prezioso: fidati del tuo intuito".

Si racconta che, come attrice, lei fosse la spina nel fianco dei registi. Che praticamente riscrisse la sceneggiatura di Cercasi Susan disperatamente per adattarla alla sua immagine di pop star.
"Ora ho capito che non è piacevole quando qualcuno interferisce col tuo lavoro. Se hai in mente un progetto preciso vuoi realizzarlo a modo tuo. La storia di Sacro e profano mi girava in testa da un po'. Riflette alcune mie esperienze, ma non solo. Inizialmente doveva essere un corto, nato dall'idea che avevo avuto per una pubblicità della H&M. C'è dentro il mondo della musica, che conosco molto bene, ma anche personaggi ispirati a persone che ho realmente incontrato sulla mia strada, come la ballerina di lap dance o la farmacista che sogna di fare la volontaria in Africa, le ragazze che dividono l'appartamento con A. K. (Eugene Hutz)".

Qualcuno ha scritto che lei si è agevolmente improvvisata regista sfruttando il suo stato di pop idol.
"Non sono una stagista del cinema. Ho realizzato documentari sulla vita on the road e più recentemente I am because we are (sulla povertà e la carestia del Malawi, ndr). La mia passione per il cinema è antica ma non remota. Da bambina non ero attratta dalle immagini del grande schermo, poi quando mi sono iscritta all'Università del Michigan ho incominciato a frequentare in maniere frenetica il cineforum. E ho scoperto Fellini, Pasolini, Visconti, René Clair e la nouvelle vague di Godard. Per me fu come l'avvento di un secondo Gesù Cristo. Sa che cosa ho regalato ai miei amici per Natale? Una visione privata in casa mia di Rocco e i suoi fratelli. Ecco, se dovessi dirigere il remake di un classico, sceglierei il capolavoro di Visconti. E affiderei i costumi a Dolce e Gabbana".

Adesso la priorità è il tour. A quando la seconda prova da regista?
"Ho già pronta una sceneggiatura top secret. Faremo il casting in autunno e, se tutto andrà bene - cioè se riuscirò a trovare i soldi - a gennaio comincerò a girare".

Icona pop, attrice, collezionista d'arte, ora film maker. Non è un rischio per un'artista nella sua posizione avventurarsi in nuovi territori?
"Il rischio è il liquido amniotico dell'artista. Non mi spaventa, mi stimola. A 50 anni non voglio restare chiusa in gabbia. Né rimanere imbottigliata come acqua minerale. L'etichetta che mi avete affibbiato non corrisponde più al prodotto? Fatti vostri".

Via libera per Madonna all'adozione della piccola Mercy

Nulla può fermare Madonna, tanto meno la giustizia del Malawi. Mentre si vocifera che stia già cercando un figlio da adottare in un altro paese africano, oggi l’Alta Corte del Malawi ha accolto il ricorso di Madonna, dando il via libero per l’adozione di Chifundo «Mercy» James, la bimba di tre anni su cui la cantante ha puntato gli occhi da tempo per dare una sorellina a David Banda, adottato nel 2006 e che oggi ha quasi quattro anni.

La lieta notizia è stata data questa mattina ad un'entusiasta Madonna, 50 anni, dal suo avvocato, Alan Chinula. La pratica di adozione, della durata di due anni, era stata bloccata in marzo da un tribunale del Malawi, respinta perché la cantante non risponderebbe ai requisiti previsti dalla legge, secondo cui i futuri genitori devono trascorrere un tempo tra i 18 e i 24 mesi in Malawi. Norma che però era già stata elusa lo scorso anno in seguito a numerose lamentele da parte di ong e gruppi per i diritti dell'infanzia, quando la pop star aveva ottenuto in adozione David, un altro bambino del Malawi. Il mese scorso era anche spuntato un sedicente padre naturale della bambina, James Kambewa, 24 anni, determinato ad ottenere la custodia della piccola, figlia di una ragazza-madre morta durante il parto.




10 giugno 2009

Madonna: "E' stata un'esperienza completa"

Madonna si dice entusiasta della sua prima volta da regista dopo una carriera di attrice poco esaltante. "Dopo quasi tre decenni passati davanti a una macchina da presa - ha dichiarato la pop star -, ho deciso di mettere i miei soldi e me stessa dalla parte opposta. E' stata un'esperienza completa, che mi ha permesso di esplorare e mettere insieme tutte le cose che amo e che m'interessano, dalla letteratura alla musica alla danza". "Tutto è iniziato come per un corto - ha aggiunto -, ma poi mi sono innamorata dei personaggi e ho voluto farli vivere più a lungo".

9 giugno 2009

Madonna racconta Sacro e Profano... da dietro la macchina

Da quando è apparsa sulla scena, nel lontanissimo 1981, Madonna ha fatto un po' di tutto. Le mancava giusto una cosa: dirigere un film con le sue mani. E per farlo ha aspettato l'anno dei suoi primi 50 anni, probabilmente condizionata dal matrimonio con il regista Guy Ritchie, conclusosi alla fine dell'anno scorso, quando Filth and wisdom, che da noi in Italia esce il 12 giugno con il titolo Sacro e profano, era ormai terminato e uscito nelle sale americane.

Al contrario di qualunque aspettativa, anche considerata la filmografia precedente della cantante e attrice del Michigan, il suo film è tutt'altro che una grossa produzione piena di lustrini e attori importanti. Al contrario: è un piccolo film girato in digitale con un budget di un milione di sterline con protagonista Eugene Hütz, il cantante ucraino del gruppo di "punk gitano" Gogol Bordello. Difficile spiegarsi il perché di questa scelta: ma probabilmente Madonna ha apprezzato le doti d'attore di Hütz nello straordinario film Ogni cosa è illuminata.

In ogni caso il film, che è stato girato a Londra nel 2007, racconta vicende che ruotano intorno ad alcuni personaggi tra cui (guarda caso) un immigrato ucraino, un professore cieco, e due ragazze dai sogni e desideri ben distinti. Doveva essere un cortometraggio, da principio, ma poi si è allungato fino a diventare un film vero e proprio: presentato a Berlino nel febbraio 2008, il film non ha però trovato i favori della critica alla sua presentazione. Perché?

Secondo Manhola Dargis del New York Times, "invece di riproporre un genere, Madonna ha sfogliato il catalogo del film artistico, come evidenziato dalla grana intenzionalmente sporca del film, il montaggio nervoso, lo sguardo in macchina, i fermo-immagine, e altri trucchetti". Molti sono stati i critici americani che ci sono andati giù pesante, nel demolirlo: per il New York Daily News è "un casino atroce", per il New Yorker "un bidone di cliché o, peggio, di insulti", "scritto e timonato inettamente" per Variety, mentre Rolling Stone lo definisce "una favola irredimibilmente ottusa".

La lista va avanti a lungo, e con toni altrettanto accesi. Ovviamente ci sono delle eccezioni, e qualcuno ha deciso di difendere l'opera prima di Madonna, a suo modo - come il Philadelphia Inquirer o il Village Voice, per cui il film possiede "un innegabile fascino funky e uno spirito incrollabile" - ma il pensiero generale della stampa americana sul film è sintetizzato alla perfezione dall'impietoso e sardonico commento di The A.V.Club: "se Madonna ha bisogno di giustificare il suo libro Sex tracciando il suo stesso percorso contrito dal sudicio alla saggezza paradisiaca, a noi sta bene. Ma dovrebbe farlo nel suo tempo libero".

Madonna vicina all'adozione della piccola Mercy James

Nulla può fermare Madonna, tanto meno la giustizia del Malawi. La Material Girl, scrive The Sun, è quasi riuscita a persuadere tre giudici del paese africano a dare il loro via libera per l'adozione della piccola orfana Mercy James, tre anni. Due avrebbero già sottoscritto le carte necessarie affinché si proceda mentre il terzo, garantiscono fonti sentite dal tabloid inglese, sarebbe "in pieno accordo con loro". La lieta notizia sarebbe stata a Madonna, 50 anni, dal suo avvocato, Alan Chinula. La decisione sarà ufficializzata domenica dalla Suprema Corte d'Appello. Fonti vicine alla pop star hanno detto che Madonna è "entusiasta". La pratica di adozione, della durata di due anni, era stata bloccata in marzo da un tribunale del Malawi. Inizialmente la richiesta di adozione era stata respinta perché la cantante non risponderebbe ai requisiti previsti dalla legge, secondo cui i futuri genitori devono trascorrere un po' di tempo in Malawi. Norma che però venne elusa lo scorso anno, quando la pop star ottenne in adozione David, un altro bambino del Malawi. Il mese scorso era anche spuntato un sedicente padre naturale della bambina, James Kambewa, 24 anni, determinato ad ottenere la custodia della piccola.

8 giugno 2009

Arriva in Italia il film di Madonna

Uscira' in Italia venerdi' 12 giugno, con il titolo di Sacro e profano, il film di Madonna distribuito dalla Sacher di Nanni Moretti.Un po' videoclip,un po' commedia pop il film ha come protagonista un immigrato, poeta e aspirante musicista. Vivono con lui,a Londra, due ragazze:l a prima vuole fare la ballerina classica, la seconda e' una farmacista che vorrebbe andare in Africa. Ma, per vivere i tre fanno giochi erotici.
A Berlino il film meraviglio' per freschezza e stile.

Madonna vuole adottare un bambiono insieme a Jesus



Dopo il fallimento del suo tentativo di adozione della piccola Mercy in Malawi, Madonna vuole riprovarci, questa volta coinvolgendo il suo amico/compagno/toy boy Jesus Luz.

Spostandosi in Nigeria questa volta, Madonna sta organizzando una prima visita per sondare il terreno ed evitare di commettere gli errori della precedente richiesta.

Anche questa volta la strada potrebbe essere in salita, dato che in Nigeria vigono le stesse leggi che in Malawi e quindi per poter adottare bisogna essere residenti.

Chissà se questa volta Mad ce la farà: in ogni caso la battaglia legale per la piccola Mercy continua e quindi la neo coppia potrebbe presto ritrovarsi con una famigliola sulla falsariga di quella di casa Pitt!